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IL VINO

Vitovska è la regina del Carso. Regna su vigneti terreno-rocciosi e fazzoletti di terra rossa che la mano dell’uomo coltiva rispettosa, guidata da un profondo amore per la natura. Per ogni ettaro di terra, a un’altitudine media di 260 metri sul mare, vi sono 10.500 piante del vitigno autoctono coltivate ad alberello, affinché si preservino dal vento di bora che sferza il paesaggio. Ciascuna pianta dona 500 grammi di uva, raccolti a mano con l’ausilio di cassette durante la vendemmia. Diraspata e pigiata, l’uva fermenta e macera priva di controllo della temperatura e senza aggiunta alcuna di lieviti, ma con diverse follature quotidiane, prima di essere posta nel torchio tradizionale. Naturale è la vinificazione: non si fa uso di alcuno stabilizzante chimico-fisico, non vi sono aggiunte di enzimi né additivi. Il vino è imbottigliato senza essere filtrato.

1997

C’erano una volta vecchie pergole di uva e un uomo che ricordava il sapore dei grappoli che il nonno e il padre gli avevano fatto assaggiare da bambino. Un sapore antico, eppure così familiare. Un sapore da recuperare, da far esprimere in tutta la sua ricchezza e da ritrovare in una bottiglia. Viene da lontano lo slancio per inseguire il sogno e farne realtà.

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    VITOVSKA 1997


1998

Rispettare la natura significa mettersi in ascolto e accogliere ciò che offre. L’annata è complessa. Prima, riserva condizioni ideali sino a due settimane dalla vendemmia: le asprezze del Carso si sciolgono nel blu del mare che si intravvede spingendo lo sguardo verso l’orizzonte. Poi, elargisce piogge intense sotto un cielo cupo che richiama i colori della roccia, depositaria di una storia di millenni.

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    VITOVSKA 1998


1999

È un’estate di sole splendente, di caldo pieno ma mai soffocante, di pioggia che cade nella misura appropriata. Il 1999 è l’annata perfetta. I grappoli d’uva matura ridono di soddisfazione. Il mistero della natura si compie. Le vigne antiche raggiungono la massima pienezza di sé, le vecchie pergole offrono il meglio in una grande stagione da incorniciare.

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    VITOVSKA 1999


2000

L’uomo, che sa capire la natura, sa quando seguire il suo istinto che, a gran voce, gli chiede di aprirsi al nuovo. È il momento di fidarsi dei sensi e assecondare l’ispirazione. È il tempo delle prime vigne ad alberello, protette dalle vigorose sferzate della bora che rende magica l’aria sul Carso e spazza il cielo. La stagione estiva è fresca, sembra quasi incoraggiare con gentilezza la prima maturazione dei giovani alberelli, posti a dimora secondo geometrie ordinate e rigorose.

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    VITOVSKA 2000


2001

La visione di una precisa idea – il sogno – che era apparsa in principio sta prendendo forma di realtà. Trova compiutezza in un’annata equilibrata, che scivola via priva di eccessi, esente da carenze e libera da eventi imprevedibili, un’annata che trova la sua naturale espressione nella misura delle cose. L’equilibrio climatico, l’esperienza acquisita, l’intuizione che dà i suoi risultati stagione dopo stagione, fanno del 2001 l’anno del sogno che si avvera.

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    VITOVSKA 2001


2002

La pioggia benefica che accompagna la crescita delle piante diventa, se protratta nei giorni, un condizionamento per la produzione. La natura dà e toglie, riempie e svuota, in un movimento costante. L’annata si riduce di quantità per la piovosità del periodo tra la fine di luglio e l’inizio di agosto. Il Carso è terra dura e ostile, ma la regina Vitovska ha il carattere elegante di chi ingentilisce anche le avversità.

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    VITOVSKA 2002


2003

La scelta della naturalità porta a non irrigare il terreno nel quale le piante affondano le radici. La stagione estiva è rovente e secca, la terra riarsa, l’aria asciutta. I caprioli si avvicinano alle viti, ne staccano i grappoli a morsi per abbeverarsi di quel poco che il frutto racchiude. Nella siccità, le piante rallentano sino a fermarsi per aspettare fiduciose tempi più propizi. L’uomo impara a fare altrettanto e osserva con rispetto la pausa che la crescita rigogliosa si prende.


2005

Abbondanti piogge segnano un’annata difficile, nella quale cambia l’atteggiamento dell’uomo verso l’acqua, ora compresa per quello che è: elemento da accogliere nella dirompente semplicità del suo manifestarsi. Adoperarsi con dedizione su piccole produzioni vuol dire essere proiettati verso vini che sapranno dare gratificazione. Il vino ha un’anima. L’uomo, che ne vuol essere l’integro custode, ora sceglie di affidarsi all’anfora per mettersi al suo servizio.

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    VITOVSKA 2005

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    VITOVSKA CLASSICA 2005


2006

Sulle ruvide alture del Carso triestino, l’annata trascorre caratterizzata da un caldo intenso che si espande riverberato dalle rocce. L’inizio di agosto porta con sé piogge copiose. L’alternanza degli elementi guida una produzione che l’uomo sceglie di valorizzare con due vini: l’uno ancorato alla tradizione del legno, l’altro di nuovo nell’anfora di terracotta.

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    VITOVSKA 2006

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    VITOVSKA CLASSICA 2006


2007

Un bizzarro andamento stagionale segna l’annata. Sono mancati i rigori dell’inverno, la mitezza ha indotto le piante a risvegliarsi prima del tempo. Il caldo di inizio luglio è squarciato da una impetuosa grandinata, e ad agosto inoltrato è ancora la grandine a tempestare con furia le viti. La produzione più raccolta per quantità induce l’uomo a optare per un’unica etichetta.

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    VITOVSKA 2007


2008

Il mese di giugno è molto piovoso e complica una stagione segnata da difficoltà che pregiudicano l’intera produzione. Anfore e botti restano vuote. Il silenzio si riempie della disillusione e della rabbia dell’uomo, ripiegato su se stesso a cercare la forza di continuare. Per chi crede nel lavoro e nel rispetto dei valori, per chi sa cogliere i messaggi, è il momento di coltivare l’apprendimento più intimo e prezioso, e di crescere come individuo. La natura è maestra di vita. Non vi sono etichette nel 2008. È un’annata – per questo – trionfale.


2009

Come dieci anni prima, e forse ancora di più, l’annata è descritta da una sola parola: eccellente. Il verde delle foglie di vite scintilla brillante e tenero nella luce del sole. È il segno che le piante godono di ottima salute e daranno con generosità uva in quantità, maturata alla perfezione. Un nuovo inizio. Lo testimonia l’etichetta che trova una più profonda essenzialità, lo segna il ritrovato fervore con cui prendono avvio i lavori della futura cantina.

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    ORIGINE 2009

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    VITOVSKA 2009

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    SOLO MM9


2010

Dentro, l’uomo lavora alacremente alla cantina. Scava nella roccia del Carso l’ambiente che il suo sguardo già vede come un tempio protetto, un piccolo spazio di sacralità. Fuori, la natura sembra raccogliersi in silenzio a osservarlo. L’annata è delicata, la produzione è contenuta. Sarà il primo vino a essere vinificato nella cantina che sta nascendo, scolpita e modellata con abnegazione.

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    VITOVSKA 2010


2011

Il 21 maggio è il giorno in cui la nuova cantina schiude per la prima volta il suo uscio. L’inizio è salutato dalle intemperanze del clima, sembra il modo in cui la natura pone la sua potenza all’interno dello spazio protetto. Il suono del silenzio, in un’aura di sacralità, riempie i due ambienti circolari e comunicanti, scavati nella roccia carsica, dove gli elementi della natura si incontrano fecondi. Le anfore di terracotta sono interrate quiete e raccolgono l’energia di cui il luogo è pregno. Le botti imponenti di legno troneggiano disposte a corona. L’annata – bella e vitale, molto calda a fine agosto – si trasforma in una riserva di grandi soddisfazioni.

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    ORIGINE 2011

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    VITOVSKA 2011

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    SOLO MM11

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    VITOVSKA T 2011


2012

L’inverno ammonisce beffardo il Carso con settimane interminabili sferzate dalla bora, brusca con gli uomini e irriverente con la natura. Le vigne ne soffrono, le tenere gemme sono accecate dall’accanimento gelido dell’aria. Il vento segna l’annata intera. Alla primavera piacevolmente ventilata e asciutta, seguono mesi estivi ancora molto ventosi e secchi. La vendemmia sarà priva di eccessi: la risposta misurata di un ritrovato equilibrio.

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    ORIGINE 2012

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    VITOVSKA 2012

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    SOLO MM12

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    VITOVSKA T 2012